
Se le denominazioni " lights" e leggere sono scomparsi, altri nomi sono venuti a sostituirli. Non siate ingenui, queste sigarette non sono meno tossiche ed il rischio di sviluppare malattie non è affatto diminuito.
Per alcuni decenni, le sigarette leggere e dotate di filtro si sono imposte sul mercato del tabacco, poiche'i fabbricanti hanno dedicato loro una grande parte dei loro sforzi promozionali.
I loro pericoli inferiori per la salute sono spesso publicizzati dagli industriali. Ma una relazione di esperti dell'istituto nazionale della salute americano e dell'istituto nazionale per il cancro rimette in discussione questa dichiarazione e confuta completamente questa nozione di minor rischi per la salute.
La quantità di veleni ingerita non diminuisce.
Queste sigarette contengono in teoria meno catrame e nicotina delle sigarette classiche, ma i fumatori adattano il loro modo di fumare, inalano più spesso o più profondamente, per trovare le quantità di nicotina propria della loro dipendenza.
Molto spesso si tende a consumare così più sigarette al giorno.
Risultato: si viene esposti alla stessa quantità di sostanze tossiche.
Più generalmente, gli specialisti che hanno pubblicato questa relazione sottolineano le carenze degli apparecchi usati dall'industria del tabacco per misurare la quantità di catrame e di nicotina contenuta nelle sigarette. Non permettono di spiegare quella che penetra realmente nei polmoni dei fumatori, che è in realtà molto più importante.
Le indicazioni riprodotte sui pacchetti di sigarette non hanno dunque per questa ragione molto valore.
Negli anni 1960-1970 ci furono studi che riportavano una diminuzione del numero di tumori nei fumatori di sigarette leggere in raffronto a quelli provocati dalle sigarette classiche, purtroppo in seguito ulteriori studi non hanno confermato questi risultati. Al contrario, due studi condotti a 20 anni di distanza dalla società americana del cancro hanno trovato che, nonostante la diminuzione della quantità di catrame per questo periodo di tempo, i fumatori del secondo studio presentavano una probabilità più forte di essere vittima di cancro bronchiale.
Quest'aumento del rischio è stato anche trovato quando i ricercatori prendevano in considerazione la quantità di sigarette consumata al giorno e l'anzianità del tabagismo. E se è vero che il numero globale di cancri bronchiali diminuisce da 10 anni negli Stati Uniti, in particolare negli uomini, ciò è dovuto non alle modifiche del tipo di sigarette scelte dai fumatori ma ad una diminuzione globale della frequenza del tabagismo nell'ambito della popolazione americana. L'ultimo punto sottolineato dagli esperti è che i fumatori desiderosi di smettere tendono prima a passare alle sigarette leggere, ma nulla prova che questo gesto aiuti nelle loro future prove per smettere.